Fedra è una tragedia in cinque atti di Jean Racine, centrata sulla passione proibita, il senso di colpa e il destino. Fedra, moglie di Teseo, è divorata da un amore impossibile per il figliastro Ippolito, che respinge ogni approccio e le mostra solo freddezza e disprezzo.
La regina tenta invano di reprimere il desiderio, ma la confessa al suo segreto consigliere Oenone, che la spinge a rivelare il sentimento ad Ippolito, scatenando la sua orribile reazione. Vergognosa e disperata, Fedra inscena una falsa accusa di stupro contro il giovane, che il padre Teseo crede senza indagare.
Quando Teseo maledice il figlio e lo esilia, arrivano le notizie del suo tragico scontro con la fiera marina, descritto in un celebre monologo che sancisce l’innocenza di Ippolito. La verità viene alla luce, Fedra è travolta dal rimorso, consumata da una colpa che non può più salvare né il figlio né se stessa, e decide di uccidersi prima di morire in modo ancora più ignominioso.
La tragedia si chiude con il disastro di un amore proibito, in cui passioni irrefrenabili, orgoglio e volontà umane si abbattono su un destino già segnato dalla colpa e dalla punizione.
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Le furberie di Scapino è una commedia in tre atti di Molière, ispirata alla commedia greca, ambientata a Napoli e dominata dal furbo servo Scapino. Due giovani, Ottavio e Leandro, si trovano coinvolti in storie d’amore contrastate dai padri: Ottavio è segretamente sposato a Giacinta, mentre Leandro ama la zingara Zerbinetta, che rischia di essere portata via dai suoi se non sarà pagato il riscatto. I due innamorati si rivolgono a Scapino, che decide di aiutarli sfruttando la sua astuzia e i suoi stratagemmi. Scapino inventa una serie di bugie: fa passare Giacinta per una nobildonna costretta a sposare Ottavio, e racconta a Geronte che il figlio è stato rapito dai saraceni e va pagato un riscatto, così da ottenere i soldi per i giovani. La trama si complica quando i vecchi padroni, Argante e Geronte, scoprono parte degli inganni. Scapino, per punirli e al tempo stesso salvarsi, organizza beffe crudeli, intrappolando Geronte in un sacco e malmenandolo a colpi di bastone fingendo di essere un falso vendicatore. Alla fine, la situazione si risolve nel caos generato dallo stesso Scapino, che si finge moribondo per ottenere il perdono, mentre i due vecchi, pur confusi, accettano di lasciar libero il corso degli amori giovanili.
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La scuola delle mogli è una commedia in cinque atti di Molière, in cui Arnolfo, uomo maturo e ossessionato dalla gelosia, decide di evitare di “essere cornuto” sposando una giovane educata da lui fin da bambina in totale isolamento e ignoranza.
La ragazza, Agnese, viene cresciuta in convento, lontano da ogni istruzione e da qualsiasi contatto con il mondo, in modo che non possa desiderare né capire l’infedeltà. Arnolfo confida all’amico Crisaldo la sua teoria: una moglie poco intelligente e poco attraente non potrà tradirlo, perché non avrà né il desiderio né la possibilità di farlo.
Tuttavia, appena Agnese entra in contatto con il giovane Orazio, nascostamente innamorato di lei, la sua semplicità diventa curiosità e poi passione: l’amore le fa scoprire sentimenti e desideri che la rendono improvvisamente “sveglia”. Orazio, convinto di essere sostenuto da Arnolfo, confida a quest’ultimo il suo progetto di unirsi ad Agnese, senza sapere che l’uomo che lo ascolta è il suo diretto rivale.
Arnolfo cerca di impedire l’unione con ricatti e minacce, ma la situazione diventa sempre più complicata. Alla fine, un colpo di scena rivela che Agnese è la figlia di un uomo facoltoso e che è già destinata in sposa a Orazio, mentre Arnolfo resta solo, con la teoria di controllo sulla mente di una donna rovesciata e ridicolizzata dall’amore.
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Sganarello o "Il cornuto immaginario" è una farsa in un atto in cui il protagonista, il borghese Sganarello, è tormentato dalla paura di essere tradito dalla moglie. Convinto che qualcuno entri di soppiatto nella sua casa, inizia a vedere ovunque segnali di adulterio, mentre in realtà è coinvolto, senza saperlo, in una storia d’amore parallela tra il giovane Lelio, Celia, la figlia di Gorgibus, e il pretendente Valere.
Grazie a una serie di equivoci, piccoli oggetti che passano di mano in mano e incontri imprevisti, le coppie di amanti si scambiano e si incrociano, aumentando la confusione. Sganarello, che si vanta di essere pronto a uccidere il rivale per difendere il proprio onore, in realtà è un tipo pauroso e pigro, che alla fine non compie alcun atto drammatico. Alla resa dei conti, è la serva di Celia, con buon senso e ironia, a ricostruire la verità e a fare luce sugli errori di giudizio.
Celia e Lelio si riappacificano, dopo che la ragazza, in un primo momento, ha accettato Valere per rivalsa, e Gorgibus resta il solito borghese più attento agli interessi che ai sentimenti. La farsa mescola comicità di situazione e una piccola “tragedia” umana, mostrando quanto la gelosia, basata su sospetti immaginari, possa ingannare e ridicolizzare chi la prova.
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Le preziose ridicole è una commedia in un atto in prosa di Molière, rappresentata per la prima volta nel 1659, in cui il poeta satira il pretenzioso ambiente “prezioso” parigino.
Due giovani borghesi, le cugine Magdelon e Cathos, arrivano a Parigi sognando di essere introdotte nella nobiltà e si atteggiano a dame raffinatissime, parlando in un linguaggio artificioso e respingendo chiunque non risponda ai loro falsi ideali di “eleganza” e titoli. Due gentiluomini respinti da loro, La Grange e Du Croisy, decidono di vendicarsi mandando i propri servitori, Mascarille e Jodelet, travestiti da nobili, per corteggiare le ragazze.
Le “preziose” cadono in pieno nella trappola, si innamorano dei falsi marquis e subiscono l’umiliazione quando i veri gentiluomini svelano lo scherzo. Alla fine, rimangono sole e confuse, mentre il padre Gorgibus le rimprovera duramente, mostrando che la loro presunzione e la ricerca di un’aristocrazia di facciata le hanno rese oggetto di scherno universale.
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La Jalousie du Barbouillé è una farsa in un atto di Molière in cui il marito Le Barbouillé, ossessionato dalla gelosia, è convinto che la giovane moglie Angélique lo tradisca.
Decide di chiedere consiglio a un dottore pedante, ma ne riceve solo discorsi inutili e pieni di vanità. Intanto Angélique si lamenta con il suo amante Valère della vita infelice accanto a un marito ubriacone e tirannico. Quando i due vengono sorpresi insieme, la situazione degenera in un brusio di accuse e recriminazioni.
Angélique, approfittando di un ballo in un’altra casa, cerca di incontrare Valère, ma arriva in ritardo e, rientrando di notte, trova la porta di casa chiusa. Il marito, ubriaco, rifiuta di farla entrare e minaccia di denunciarla ai suoi genitori. Allora Angélique finge di volersi suicidare davanti alla porta, spaventa Le Barbouillé, che esce a controllare, e ne approfitta per entrare in casa e sbarrarlo fuori.
Alla fine è lui a restare in strada, visto come un ubriacone ridicolo, mentre Angélique resta al sicuro in casa, invertendo del tutto la situazione di potere tra i due coniugi.
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