Bu Bu Settete

Kou-Kou_by_Georgios_IakovidisAvevo molti dubbi su come iniziare i miei post riguardo il mondo del gioco, tuttavia leggendo “Ludus e jocus. Apprendere giocando e giocare apprendendo”, di Giovanna Corni (http://www.ibs.it/code/9788898538195/corni-giovanna/ludus-jocus-apprendere.html), è ritornato alla mente il “Bu Bu Settete” o “Cu Cu settete”, una delle prime forme di gioco tra mamma e bambino.

E a ripensare all’atto di quel ‘gioco’ ed al suo valore pedagogico mi vengono molti pensieri e curiosità. L’atto di ‘celare’ il volto e di farlo riapparire (unitamente al suono rassicurante della vocale e ed al tono gioioso) che provoca il sorriso e la gioia del bambino racchiude in sè numerosi significati che non verranno più dimenticati.

Per la psicologia dell’età cognitiva questa importante attività svolge la funzione di sviluppare la capacità di comprendere la “permanenza degli oggetti” (i.e. la comprensione del fatto che il volto della mamma è sempre lì, anche quando è nascosto dietro un oggetto), e prima dei nove mesi i bambini non hanno questa capacità. (http://en.wikipedia.org/wiki/Peekaboo). La mancata acquisizione di questa capacità porta all’errore A-non-B (http://it.wikipedia.org/wiki/Errore_A_non_B) in cui i bambini di età inferiore all’anno cercano qualcosa in un luogo in cui questo oggetto non dovrebbe esserci (il corsivo è mio). E’ interessante, di sfuggita, osservare che è esattamente questa “abilità” che viene sfruttata dagli illusionisti per guidare abilmente la nostra aspettativa di aspettarsi che un oggetto sia in un posto in cui non c’è.

La mia visione ‘da giocatore’ riguardo questo aspetto si concentra però sul senso di attesa e di sorpresa “quando la mamma toglie il velo” e su come questo provochi una sensazione di gioia. Rimuovere l’ostacolo è come ‘aprire la scatola’ o ‘aprire il sipario’, vedere cosa c’è ed immergersi nella gioia. Facendo un passo avanti, la cosa si può estendere anche ad immaginare che un mondo di finzione ci sia anche quando nessun giocatore sia lì (ed è interessante notare che i MOORPG hanno invece disintegrato questo concetto, in cui il mondo finzionale è SEMPRE popolato da giocatori).

Mi piace inoltre rimandare al quadro che ritrae due bambini che giocano a “Peekaboo” (in alto, opera di Georgios Iakovidis) ed allo spassoso e terrificante “Bu Bu Settete” di Diego, la tigre dai denti a sciabola, nel film di animazione “L’era Glaciale”.

https://www.youtube.com/watch?v=2_WsTIqR420

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